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I riti, la vita e la fede.

La quaresima è un periodo particolarmente intenso e denso di appuntamenti, iniziative liturgiche e sacramentali. La settimana Santa poi è (giustamente) uno dei periodi più impegnativi dell’anno
liturgico, con molte celebrazioni a sottolineare la solennità ricorrente. In questo periodo si celebrano molti riti, ma proprio perché la solennità ricorre, anno dopo anno il rischio è dell’abitudine, direi addirittura dell’assuefazione che può portare all’anestesia delle coscienze. Insomma, via una Pasqua se ne celebrerà un’altra, ma poi non è che cambia granché … così si organizza tutto in modo meticoloso, così che esteriormente tutto funzioni. Ma dentro, comincia a svuotarsi il senso dei gesti che si compiono. Ad esempio: la vi crucis è perfetta, ben animata, i microfoni funzionano meglio quest’anno, ma nessuno prende iniziative di vicinanza, carità, solidarietà nella vita quotidiana e nel proprio palazzo o posto di lavoro. Così il prossimo anno sarà tutto uguale, e anche noi saremo gli stessi. Sarebbe invece bello se accanto alla celebrazione, anzi: dentro la celebrazione, scorresse la vita. Intendo la vita eterna, la vita di Dio, quella che anima la Speranza e fa agire da figli di Dio amati e amanti.

 

Che bello sarebbe ancora se, dopo il battesimo o il ricordo dello stesso nella veglia pasquale qualcuno potesse testimoniare:”sono risorto anch’io, anch’io ho una vita nuova, ho cambiato mentalità e mi si è scongelato il cuore che avevo lasciato nel freezer dei comodi miei o del conto in banca!”, oppure “il Signore mi ha fatto risorgere ed ora non ho più paura di quel che pensano gli altri: la mia vita è nascosta con Cristo, in Dio, e sono libero e felice!”. Pensate che gioia in quella veglia, in quella comunità!

 

Lasciatemi sognare un giovedì santo dei piedi in cui il parroco lava i piedi di alcuni ex detenuti che hanno accettato un percorso di reinserimento sociale ( e di ricostruzione spirituale!), con lacrimucce commosse collettive; un’eucarestia in cui al Padre nostro lo Spirito è così denso da costringerti a stringere la mano al tuo vicino, quello con cui hai smesso di litigare o che hai smesso di giudicare il giorno prima!

 

E la quaresima di fraternità? Che bello se oltre ai due euro qualcuno (tutti, in linea di principio) offrissero se stessi come pane, dando un’ora alla settimana (o al mese? O al giorno?) per un qualunque servizio!

 

Mi direte che sono un utopista, sognatore. Vi rispondo che ho fede, e speranza, e che ho ricevuto lo Spirito Santo in tutte le cerimonie, riti religiosi e celebrazioni di cui vi ho scritto sopra. Il Signore si fa presente nella liturgia e nei sacramenti, e “là dove due o
più sono riuniti” nel suo nome. Si rende presente e agisce in profondità, così il suo regno cresce e qualcosa il prossimo anno sarà cambiato. Buona quaresima e una santa Pasqua a tutti!

 

d. David